
caro daniele - o come a Voi piace di più - caro daniè,
grazie, grazie, grazie.
la Vostra precedente - che ho avuto il piacere di leggere nell’ultimo numero di problemi di cuore - ha risvegliato in me sensazioni nascoste, emozioni ormai assopite nel tempo in un piccolo angolo di cuore, lasciate placide ad anestetizzare ferite che un tempo facevano male.
è stato un autentico tuffo al cuore vedere scritte da una mano differente dalla mia, espressioni e stati d’animo così vivi in me un tempo, e forte è stato l’impatto emotivo che tutto questo ha risvegliato in me.
subito ho smesso di studiare e, badate, nonostante scadenze brevi mi impongano sforzi pesanti per un fisico ormai provato come il mio dall’età che avanza.
ho sentito, fortissimo dentro me, l’impellente bisogno di unirmi a Voi in quel fiume di passione che lega i nostri animi mai così vicini come ora.
nel leggere ciò che il vostro pensiero intendeva, mi sono trovato capovolto in un pericoloso vortice di sentimenti differenti ed estenuanti: amore, rabbia e anche un pò di sana compassione, nel senso biblico del termine: di un - patire con Voi - per le sofferenze che in questo particolare momento, Vi attanagliano quel debole cuore racchiuso in quell’ancor più debole torace.
Vi dirò, sono stato anche tentato di non leggere nemmeno una riga appena ho visto quello di cui trattavate, per evitare di ritrovarmi tra le mani un’altro pezzo di cuore sanguinante, un’altra eiezione intima e adolescenziale esistenziale e dolorosa, che avrebbe nuovamente proposto alla mia attenzione temi e questiti che mi hanno preoccupato per troppo tempo e dai quali ora ritengo di essere uscito.
era come se stessi di nuovo parlando davanti ad uno specchio, nudo. solo che lì c’eravate Voi, piangente.
capisco il Vostro disagio, lo conosco, e fin dalle prime righe ne ho sentito l’odore, a me familiare.
capisco la situazione di un ragazzo che non si ritrova nella triste realtà di una piccola cittadina, così banale ma al tempo stesso così particolare, come Massa. e qui l’ironia del destino, che ha voluto elevare a realtà esistenziale, a lettera maiuscola, quella pericolosa aggregazione sociale dalla quale noi sempre più spesso fuggiamo.
ciò mi spinge - e perdonate l’irruenza delle prime righe di questa lettera - ad alleviare in Voi qualsiasi fastidio, anche il minimo, se possibile, dal basso della mia esistenza.
ebbene, tutto mi sembra un déjà-vu: ciò che scrivete lo potete rivedere in tutti i miei scritti - ore passate in bagno, di notte, con poca luce (capirete ora il perchè della mia gracilità) - e di altri milioni di adolescenti, migliaia di ragazzi con un bambino nel cuore, che, a disagio, in un corpo più grande di loro e in una vita troppo malvagia per essere vissuta senza pensieri, cercavano una via di sfogo per tutti i loro penseri attorcigliati attorno alla propria testa.
sappiate subito che soluzione per questa forma mentis, per questa predisposizione d’animo non c’è, o meglio, sicuramente non la troverete al di fuori di voi.
dovrete guardare dentro il Vostro cuore, capire l’origine del male che vi attanaglia e tirare fuori il meglio da Voi stessi.
l’unica cosa che posso fare per aiutarVi è regalarVi il tempo, circa due anni di vita.
mi spiego meglio,
posso dirVi in anticipo tutte le fasi che affronterete - o che già avete avuto modo di provare nella loro forte dolorosità - in periodi tristi come questi.
fidatevi di me e i Vostri dolori diminueranno d’intensità.
1) DISPERAZIONE (badate in altre persone la prima reazione è in realtà una forte rabbia, una schiuma nervosa che esce dalla bocca, ma sappiamo benissimo che non è nè il mio nè il Vostro caso)
in questa fase, la forte empatia che vi giunge dagli scoraggianti e ripetuti stimoli esterni porta uno sconforto che inebetisce, amorfizza, toglie energia vitale.
questa è la fase più pericolosa, è necessario scrollarsi immediatamente di dosso questa cappa pesante che può solo trascinarVi più in basso di dove siete.
scene tipiche di questo periodo sono serate pallosissime cogli amici in cui tutti si sforzano di farVi ridere non riuscendoci, e peggiorando pericolosamente i vostri rapporti con loro, togliendovi pretigio ai loro occhi e mettendo in cattiva luce la Vostra abituale brillantezza di spirito.
cosa più importante: evitate di recarvi in negozi di dischi o di libri. il mondo odierno è pieno di produttori musicali ed editori sciacalli che sfruttano la sofferenza altrui per lucrare sugli stati alterati di giovani ragazzi alle prese coi primi segni di malessere.
sarebbe utile anche provare a scrivere qualcosa: si dice infatti che la sofferenza abbia aiutato alcuni tra i più grandi artisti del passato, almeno così pare.
2) RABBIA dopo giorni passati in casa al buio, tra puzzo di ascelle e rossore agli occhi per insonnia e ore intere davanti il computer, sentirete qualcosa che vi cresce dentro.
quando scoprirete che non è un’altra erezione davanti ad un video di jennifer lopez, sarete stupiti della risposta del Vostro corpo: andrete fuori, urlerete il cazzo in culo al mondo intero, dovranno vedere tutti quello che siete capaci di fare.
tranquilli, durerà pochissimo, solo qualche sera.
fino a quando non Vi farà male il fegato per le continue sbornie di superalcolici, roba forte, adatta in queste situazioni.
l’ideale in questi casi, sono tutto quel genere rock: metallica - bravissimi, ma non so se Vi si addicono - sonic youth, ecc…
abbigliamento tipico: si passa dal casual fantozziano del primo periodo, ad un nero rabbioso e menefreghista, molto dark ed incazzoso.
3) VUOTO a questo punto il Vostro fisico, dopo essere stato sballottato a destra e a manca, dopo essere stato riempito di sostanze tossiche ed illegali, dopo essere passato dal grande freddo a caldi tropicali, non ce la fa più.
se Vi andrà bene sarete talmente stanchi che dormirete per qualche giorno di fila, oscillerete tra minimi stati vitali senza mai arrivare ad una totale coscienza di Voi stessi, necessaria per tessere una vana tela sociale colle persone che Vi stanno attorno.
a questo punto sentirete il bisogno di punti fermi, di certezze, che Vi aiutino a costruire una parvenza di vita normale per il prossimo periodo, o almeno fino alla prossima crisi in cui tutto sarà di nuovo messo in discussione.
vorrete un cane, una donna - proprio in quest’ordine - e altro, ma qui siamo già alla fase successiva.
4)TENTATIVI DI RIEMPIMENTO badate, questa è solo una delle possibili risposte che si possono avere. molti soggetti hanno trovato personali ed innovative reazioni che sembrano discostarsi dalla dottrina corrente, e che hanno prodotto una curiosa quanto interessante querelle intellettuale.
si può passare in alcuni casi da una risposta quasi schizofrenica, vedi corsi di giardinaggio, balli sudamericani, arti marziali dell’africa nera; a cose molto meno impegnative ma forse non meno utili: palestra, alcolismo, tossicodipendenza, matrimonio, vita sacerdotale.
vorrete provare di tutto per tentare di lasciare un segno, per far vedere che anche Voi non passerete inosservati come tutti, o, comunque, per tentare di riempire una vita che in questo momento non chiede altro che essere vissuta.
proverete a viaggiare, per capire che è quando ritorni che devi avere quello spirito che ti sei portato via e ti ha fatto stare così bene.
proverete a farvi una storia seria con una donna, per capire che state solo dividendo la Vostra tristezza con un’altra persona, che non merita di essere riempita dei Vostri problemi; che state solo tentando di completarvi interiormente anche se in realtà continuate ad essere due persone distinte; che state solo tentando di vivere la Vostra vita attraverso le esperienze di un’altro angelo.
proverete a comportarVi come dio comanda, per accorgerVi che conta ancora di più di chi sono le mani in cui mettete la Vostra vita.
proverete a non fare più errori, quando Vi accorgerete che è solo un’altro dei Vostri tentativi caduti nel vuoto.
proverete a seguire qualche ideale, a tentare di volare, fino a quando capirete, senza aver letto niente, senza aver ascoltato nessuno, senza aver visto niente, che finchè non Vi si accenderà quella scintilla in fondo di Voi, finchè non riuscirete a riscaldarVi da Voi stessi, continuerete sempre e solamente a rigirarVi per terra colla speranza che qualcuno Vi tenda una mano.
in questo caso però ci avviciniamo già ad una regione dello spirito troppo intima per essere scandagliata dalla mia saccenza - Vi prego ancora di perdonare l’intromissione nella Vostra vita privata - e non mi resta, quindi, che augurarVi un intenso e speriamo buon fine per il Vostro viaggio chiamato vita (adoro i finali retorici, in questi casi danno sicurezza).
con affetto e simpatia,
il Vostro gabriele
(o come a Voi piace di più: gabrì)