Feed on
Articoli
Commenti

Mafia: boss e massoni insieme per ritardare processi
Arrestate otto persone dai Carabinieri di Trapani e Agrigento
(ANSA) - PALERMO, 17 GIU - Boss mafiosi, grazie all’aiuto di appartenenti a logge massoniche, avrebbero ottenuto di ritardare l’iter giudiziario di alcuni processi. I Carabinieri di Trapani e Agrigento hanno arrestato 8 persone, in diverse citta’, accusate di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d’ufficio. L’inchiesta vede coinvolti anche professionisti, medici e imprenditori.


“GIOIA E SESSUALITA’

Festival dall’Erotismo all’Elemento Esplicito
Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sull’eros, e non hai mai osato chiedere

CHI
Rivolto a tutte/i le/i maggiorenni

DOVE E QUANDO
7 giugno 2008
Teatro Ambra, Via Chiesa della Salute 77, Torino

PERCHÈ
Assistiamo quotidianamente a notizie di violenza sessuale: dalla strada alla casa. C’è evidentemente
un problema irrisolto nei confronti della sessualità. Quando si affronta l’argomento sesso, o lo si fa
con pudore o con ironia, come se fosse qualcosa di vergognoso o, più semplicemente divertente.
Forse ci si dimentica che il sesso è e deve essere considerato naturale. Perché proprio da un atto
sessuale ogni essere umano è stato concepito.
Il fine del nostro Festival è reimpostare il discorso sulla sessualità. Fare informazione con gioia.
Mescolare l’arte, dibattito, e creare un punto di incontro per persone di età e vissuti diversi. Far sì
che la sfera erotica, nel momento in cui si svolge nel rispetto della vita propria e altrui, venga
“normalizzata”. Parleremo di eterosessualità e sua rappresentazione nei media, dove il centro
d’attenzione di risolve sempre nel piacere maschile e quasi mai in quello femminile. Di giochi s/m
con domine. Di omosessualità, con rappresentanti di associazioni GLBT. Di transessaulità. Medici,
sessuologi e andrologi ci spiegheranno come superare freni inibitori e problemi fisiologici che
impediscono il momento orgasmico. Artiste/i proporranno la loro visione dell’eros (che potrà essere
rappresentato anche in maniera esplicita, proprio perché di “lì” veniamo tutte/i). Grandi nomi del
cinema, della musica e della letteratura ci offriranno la loro interpretazione della sessualità.
Insomma, un vero e proprio calderone sociale, artistico e politico, da cui far scaturire una visione
serena del sesso. Se ognuno/a vivesse la propria sfera sessuale con gioia e soddisfazione, la società
stessa diverrebbe un posto più limpido e sicuro.

COME
Il festival si svilupperà in dodici ore ricche di eventi, performance, esibizioni, discussioni.
L’argomento ‘sesso’ verrà affrontato in tutti i suoi aspetti con tranquillità e consapevolezza, per far sì
che la sessualità venga vissuta in modo sereno. Ognuna/o deve poter essere libera/o di esprimere il
proprio desiderio, ma sempre nel rispetto dell’altro/a e della vita. Divertendoci, scopriremo insieme
che sessualità è anche, e soprattutto, il piacere di star bene con sé e con il resto del mondo.
Grande rilevanze in questa funzione avrà la nostra pepatissima “vetrina artistica”, ovvero le opere
degli/le artiste/i selezionati/e attraverso i bandi (danza, fotografia, scrittura/slam poetry, teatro,
video). Il festival sarà momento di incontro per chi esprime attraverso l”erotismo e la sessualità la
propria arte, e viceversa.
Oltre alle/gli artiste/i più e meno note/i che esporranno le proprie opere, il festival sarà anche punto
di discussione, con tavole rotonde su argomenti che toccano e riguardano la sfera sessuale nella
nostra società: prostituzione, censura, aspetti medici.
Arte, informazione, ma non solo. Anche lo svago e l’apprendimento faranno parte del festival, con i
fantastici workshop organizzati per ampliare le personali conoscenze sull’erotismo: laboratori di
spogliarello, massaggio e bondage. Una vasta mostra di foto erotiche a coccolare la vista. Il tutto
coronato da cibo afrodisiaco con doppio menu: vegetariano e carnivoro.
Dodici magiche ore in cui la parola chiave sarà divertirsi ballando, ascoltando musica, non
dimenticando mai che la sessualità è gioia, e va vissuta il più serenamente possibile.
Ebbene sì, al FESTIVAL GIOIA E SESSUALITA’ potrai conoscere, divertendoti, tutto quello che avresti
sempre voluto sapere sul sesso, e non hai mai osato chiedere. T’aspettiamo!!! ?

MAMMA SONO UN PORNODIVO!

- mamma, ho vinto un concorso!

- quello che hai fatto alle poste???

- no, quello erotico, proietteranno il mio corto davanti a tinto brass, pensa tu…

mi tocca andare a torino, il sette di giugno, pare che abbiamo vinto, non so cosa, ma abbiamo vinto.
davanti al maestro (mai piaciuti i suoi film), prima del suo film e speriamo non davanti ad altre persone in movimento, assisterete alla prima visione uncensored di ROCKIN’ HORSE…

11 nove 01

fece in tempo a udire il suono del secondo crollo. attraversò canal street e cominciò a vedere le cose, per qualche motivo, in modo diverso. non parevano pregnanti come al solito, le strade lastricate, i fabbricati in ghisa. c’era una qualche mancanza cruciale nelle cose intorno a lui. erano incompiute, per così dire. erano inosservate, per così dire. forse era quello l’aspetto che avevano le cose quando non c’era nessuno che le vedesse.

udì il suono del secondo crollo, o lo avvertì nel tremore dell’aria, la torre nord che cadeva, uno sconcerto sommesso di voci in lontananza. la torre nord che crollava era lui.

il cielo era più leggero, lì, e riusciva a respirare più facilmente. c’erano altri dietro di lui, migliaia, che andavano riempendo la media distanza, una massa prossima a formarsi, gente che fuorisuciva dal fumo. proseguì finchè non dovette fermarsi. lo investì rapida, la consapevolezza di non poter andare oltre.

provò a dirsi che era vivo, ma era un’idea troppo oscura per riuscire a prendere corpo.

don de lillo - l’uomo che cade

Questo è il primo temporale dell’estate, dal mattino ripulisce la città.Con le sue dita affilate si sta muovendo già.Ti ho ferito con un bacio per metà,ma l’hai capito che non ho fatto apposta.Sulle vetrine bagnate colano prezzi da dimenticare.Ma non c’è niente di particolare,a parte il fatto che mi manchi.E non c’è niente di particolare, vorrei essere con te.Ma non c’è niente di particolare,com’è strano raccontarti che non c’è niente di particolare.L’ho sentito passare sopra i tetti come un grido di elettricità.Qualcuno al telegiornale dice che il mondo sta per finire.Ma non c’è niente di particolare, a parte il fatto che mi manchi.E non c’è niente di particolare, vorrei essere con te. Ma non c’è niente di particolare com’è strano raccontarti. che non c’è niente di particolare.L’asfalto si fonde coi pensieri lasciati affondare,affondare. Ma non c’è niente di particolare, no, a parte il fatto che mi manchi.E non c’è niente di particolare, vorrei essere con te. Ma non c’è niente di particolare com’è strano raccontarti. che non c’è niente di particolare.

e sia (fa rima con poesia)

mi potevi avvisare
che volevi morire
di morte precoce
con agonia atroce.

avrei mosso le mani,
cominciato a sognare
un domani
migliore
senza te fra i miei piedi.

DI POLITICA NON PARLATE,
PRIMA DI USCIRE, PAGATE.

[avventore del bar,
dopo poco ha inizato a cantare]

caro daniele - o come a Voi piace di più - caro daniè,

grazie, grazie, grazie.

la Vostra precedente - che ho avuto il piacere di leggere nell’ultimo numero di problemi di cuore - ha risvegliato in me sensazioni nascoste, emozioni ormai assopite nel tempo in un piccolo angolo di cuore, lasciate placide ad anestetizzare ferite che un tempo facevano male.
è stato un autentico tuffo al cuore vedere scritte da una mano differente dalla mia, espressioni e stati d’animo così vivi in me un tempo, e forte è stato l’impatto emotivo che tutto questo ha risvegliato in me.
subito ho smesso di studiare e, badate, nonostante scadenze brevi mi impongano sforzi pesanti per un fisico ormai provato come il mio dall’età che avanza.
ho sentito, fortissimo dentro me, l’impellente bisogno di unirmi a Voi in quel fiume di passione che lega i nostri animi mai così vicini come ora.
nel leggere ciò che il vostro pensiero intendeva, mi sono trovato capovolto in un pericoloso vortice di sentimenti differenti ed estenuanti: amore, rabbia e anche un pò di sana compassione, nel senso biblico del termine: di un - patire con Voi - per le sofferenze che in questo particolare momento, Vi attanagliano quel debole cuore racchiuso in quell’ancor più debole torace.
Vi dirò, sono stato anche tentato di non leggere nemmeno una riga appena ho visto quello di cui trattavate, per evitare di ritrovarmi tra le mani un’altro pezzo di cuore sanguinante, un’altra eiezione intima e adolescenziale esistenziale e dolorosa, che avrebbe nuovamente proposto alla mia attenzione temi e questiti che mi hanno preoccupato per troppo tempo e dai quali ora ritengo di essere uscito.
era come se stessi di nuovo parlando davanti ad uno specchio, nudo. solo che lì c’eravate Voi, piangente.

capisco il Vostro disagio, lo conosco, e fin dalle prime righe ne ho sentito l’odore, a me familiare.
capisco la situazione di un ragazzo che non si ritrova nella triste realtà di una piccola cittadina, così banale ma al tempo stesso così particolare, come Massa. e qui l’ironia del destino, che ha voluto elevare a realtà esistenziale, a lettera maiuscola, quella pericolosa aggregazione sociale dalla quale noi sempre più spesso fuggiamo.
ciò mi spinge - e perdonate l’irruenza delle prime righe di questa lettera - ad alleviare in Voi qualsiasi fastidio, anche il minimo, se possibile, dal basso della mia esistenza.
ebbene, tutto mi sembra un
déjà-vu: ciò che scrivete lo potete rivedere in tutti i miei scritti - ore passate in bagno, di notte, con poca luce (capirete ora il perchè della mia gracilità) - e di altri milioni di adolescenti, migliaia di ragazzi con un bambino nel cuore, che, a disagio, in un corpo più grande di loro e in una vita troppo malvagia per essere vissuta senza pensieri, cercavano una via di sfogo per tutti i loro penseri attorcigliati attorno alla propria testa.
sappiate subito che soluzione per questa forma mentis, per questa predisposizione d’animo non c’è, o meglio, sicuramente non la troverete al di fuori di voi.
dovrete guardare dentro il Vostro cuore, capire l’origine del male che vi attanaglia e tirare fuori il meglio da Voi stessi.

l’unica cosa che posso fare per aiutarVi è regalarVi il tempo, circa due anni di vita.
mi spiego meglio,
posso dirVi in anticipo tutte le fasi che affronterete - o che già avete avuto modo di provare nella loro forte dolorosità - in periodi tristi come questi.
fidatevi di me e i Vostri dolori diminueranno d’intensità.

1) DISPERAZIONE (badate in altre persone la prima reazione è in realtà una forte rabbia, una schiuma nervosa che esce dalla bocca, ma sappiamo benissimo che non è nè il mio nè il Vostro caso)
in questa fase, la forte empatia che vi giunge dagli scoraggianti e ripetuti stimoli esterni porta uno sconforto che inebetisce, amorfizza, toglie energia vitale.
questa è la fase più pericolosa, è necessario scrollarsi immediatamente di dosso questa cappa pesante che può solo trascinarVi più in basso di dove siete.
scene tipiche di questo periodo sono serate pallosissime cogli amici in cui tutti si sforzano di farVi ridere non riuscendoci, e peggiorando pericolosamente i vostri rapporti con loro, togliendovi pretigio ai loro occhi e mettendo in cattiva luce la Vostra abituale brillantezza di spirito.
cosa più importante: evitate di recarvi in negozi di dischi o di libri. il mondo odierno è pieno di produttori musicali ed editori sciacalli che sfruttano la sofferenza altrui per lucrare sugli stati alterati di giovani ragazzi alle prese coi primi segni di malessere.
sarebbe utile anche provare a scrivere qualcosa: si dice infatti che la sofferenza abbia aiutato alcuni tra i più grandi artisti del passato, almeno così pare.

2) RABBIA dopo giorni passati in casa al buio, tra puzzo di ascelle e rossore agli occhi per insonnia e ore intere davanti il computer, sentirete qualcosa che vi cresce dentro.
quando scoprirete che non è un’altra erezione davanti ad un video di jennifer lopez, sarete stupiti della risposta del Vostro corpo: andrete fuori, urlerete il cazzo in culo al mondo intero, dovranno vedere tutti quello che siete capaci di fare.
tranquilli, durerà pochissimo, solo qualche sera.
fino a quando non Vi farà male il fegato per le continue sbornie di superalcolici, roba forte, adatta in queste situazioni.
l’ideale in questi casi, sono tutto quel genere rock: metallica - bravissimi, ma non so se Vi si addicono - sonic youth, ecc…
abbigliamento tipico: si passa dal casual fantozziano del primo periodo, ad un nero rabbioso e menefreghista, molto dark ed incazzoso.

3) VUOTO a questo punto il Vostro fisico, dopo essere stato sballottato a destra e a manca, dopo essere stato riempito di sostanze tossiche ed illegali, dopo essere passato dal grande freddo a caldi tropicali, non ce la fa più.
se Vi andrà bene sarete talmente stanchi che dormirete per qualche giorno di fila, oscillerete tra minimi stati vitali senza mai arrivare ad una totale coscienza di Voi stessi, necessaria per tessere una vana tela sociale colle persone che Vi stanno attorno.
a questo punto sentirete il bisogno di punti fermi, di certezze, che Vi aiutino a costruire una parvenza di vita normale per il prossimo periodo, o almeno fino alla prossima crisi in cui tutto sarà di nuovo messo in discussione.
vorrete un cane, una donna - proprio in quest’ordine - e altro, ma qui siamo già alla fase successiva.

4)TENTATIVI DI RIEMPIMENTO badate, questa è solo una delle possibili risposte che si possono avere. molti soggetti hanno trovato personali ed innovative reazioni che sembrano discostarsi dalla dottrina corrente, e che hanno prodotto una curiosa quanto interessante querelle intellettuale.
si può passare in alcuni casi da una risposta quasi schizofrenica, vedi corsi di giardinaggio, balli sudamericani, arti marziali dell’africa nera; a cose molto meno impegnative ma forse non meno utili: palestra, alcolismo, tossicodipendenza, matrimonio, vita sacerdotale.
vorrete provare di tutto per tentare di lasciare un segno, per far vedere che anche Voi non passerete inosservati come tutti, o, comunque, per tentare di riempire una vita che in questo momento non chiede altro che essere vissuta.

proverete a viaggiare, per capire che è quando ritorni che devi avere quello spirito che ti sei portato via e ti ha fatto stare così bene.
proverete a farvi una storia seria con una donna, per capire che state solo dividendo la Vostra tristezza con un’altra persona, che non merita di essere riempita dei Vostri problemi; che state solo tentando di completarvi interiormente anche se in realtà continuate ad essere due persone distinte; che state solo tentando di vivere la Vostra vita attraverso le esperienze di un’altro angelo.
proverete a comportarVi come dio comanda, per accorgerVi che conta ancora di più di chi sono le mani in cui mettete la Vostra vita.
proverete a non fare più errori, quando Vi accorgerete che è solo un’altro dei Vostri tentativi caduti nel vuoto.
proverete a seguire qualche ideale, a tentare di volare, fino a quando capirete, senza aver letto niente, senza aver ascoltato nessuno, senza aver visto niente, che finchè non Vi si accenderà quella scintilla in fondo di Voi, finchè non riuscirete a riscaldarVi da Voi stessi, continuerete sempre e solamente a rigirarVi per terra colla speranza che qualcuno Vi tenda una mano.

in questo caso però ci avviciniamo già ad una regione dello spirito troppo intima per essere scandagliata dalla mia saccenza - Vi prego ancora di perdonare l’intromissione nella Vostra vita privata - e non mi resta, quindi, che augurarVi un intenso e speriamo buon fine per il Vostro viaggio chiamato vita (adoro i finali retorici, in questi casi danno sicurezza).

con affetto e simpatia,

il Vostro gabriele
(o come a Voi piace di più: gabrì)

13.55 06/06/2003 - posta del cuore

caro gabrì,

approfitto di questo spazio (virtuale: che non esiste) post adolescienzale (quindi andato: che non esiste) per esprimerti impressioni di un tempo andato [(p)uff - manco questo esiste ora).
non mi prendere per effemminato o per uno che vuole pangersi addosso, ma le premesse testé citate, mi tranquillizzano. se mi vuoi rispondere bene, altrimenti capace che non esisti nemmeno tu…

Quante volte? Tutte quante.

Tutte le volte che c’ho provato ho fallito, che sia nelle cazzate, in un gioco, a scuola o nelle sfide di ogni giorno, tutte le volte che qualcuno m’ha insegnato ad applicare le regole del “buon combattimento” … mai, mai ci sono riuscito, pensate sia colpa mia? Si lo è.
Ma ho capito, si finalmente ho capito, la verità arriva con l’esperienza e se vi dovessi contare quante notti sono stato sveglio a pensarci impazzirei…. non mi vedrete mai lavorare per soddisfazione personale, non mi vedrete mai combattere per i miei ideali, non mi vedrete mai discutere con qualcuno perché la penso diversamente…
Ora io lo so di aver deluso tutti, i miei genitori, tutti quelli che mi vogliono bene, e non crediate che non me ne frega niente…. ci sono legato da “delle diramazioni invisibili dell’anima”, ed è proprio lei che è la mia migliore amica, l’anima… ora non capirete, ma ricordatevene ogni volta che vi deluderò, ogni volta che la mia apatia mi renderà impossibile percorrere il passo che mi separa dalla salvezza, ogni volta che sentirete dire: “Daniè non è riuscito a fare questo”.

Ma voi mi conoscete, voi lo sapete quanto importanza do a certe cose, quante volte c’ho provato e quante volte “la mia anima vi ha attraversato dentro passando per quei canali invisibili che si aprono in certi momenti” perché è così, perché io a mia volta l’ho sentito in voi, perché eravamo insieme quando festeggiavamo la vittoria o piangevamo la sconfitta. Presenti, a volte non fisicamente, ma dentro si. Ogni volta che un rapporto si è rotto, ogni volta che abbiamo preso un calcio in pieno stomaco, ogni volta che ci hanno mostrato l’oggetto del desiderio e poi ce l’hanno tolto bruscamente, ogni volta ero con voi e voi con me, e “loro” erano là… guardando l’altro lato della luna fischiettando sotto il caldo che li abbronza e a noi ci distrugge, … se per voi è così urlate con me, fatelo in ogni modo, scrivendo, picchiando, creando o distruggendo perché a me è rimasto questo, questo e voi.

Il resto è perso nella memoria, nelle contraddizioni quotidiane, nel parere degli adulti, mentre restano vive poche cose nei nostri dei ricordi, nei campeggi estivi, nelle sbronze assieme, nelle donne che abbiamo avuto, negli amici che abbiamo perso, partendo dalle prime sere insieme al bar, alle ultime cene, dalle avventure e dalle disavventure.
Come quando ero con Alessà che stava vomitando seduto sul muretto di “Cancogni” piangendo per una donna di cui non conosco il nome, come quando stavo vagando con Gabrì nella notte di Firenze senza un posto dove dormire, come quando ero solo con Riccà a un tavolino del “bar Duomo” tentando di analizzare la nostra vita, o come quando ero con Antò a Massa di notte a parlare del pessimismo storico,
si in queste situazioni tristi e allegre, solo grazie a queste avvolte sorrido a avvolte mi intristisco, ma mi danno modo di credere che ne è valsa la pena…

Grazie. Grazie per l’”arezzo Wave”, per le sere in spiaggia, per quella notte estiva di qualche anno fa in motorino sotto la pioggia, per gli interminabili discorsi esistenziali, per il cimitero di notte, per quei pochi viaggi in macchina, per le sfide alla “Playstation”, per la “Uno” di Antò, per le “novità” nei cartelloni dei gelati al bar, per quella volta che mi sono cagato addosso nella macchina di Riccà, per i consigli in campo sessuale, per quel capodanno a casa della Valentina nel letto con quelle 2 zoccole, per gli elenchi la scorsa estate, per le prime sigarette e per quelle “corrette”, per i videogiochi provati a realizzare, per il cortometraggio, per quello che scrivono Antò e Gabrì, per tutte le volte che sono riuscito a strapparvi una risata con una battuta del cazzo, per “Batto il Record” o per “Si prega di non fumare”, per ogni volta che siamo stati insieme, si insieme, sputando in faccia alla vita.

K.H

f i n e s t r a

abito sopra un bar.

o meglio, la mia casa (la mia sala da pranzo - sono italiano) è attaccata al bancone del bar.

potete immaginare le scene: babbo, passami l’acqua! e ti ritrovi un cliente che ti versa da bere provando a scontare la sua consumazione, oppure un altro avventore che si mangia il tuo piatto di pasta, convinto sia lo stuzzichino del suo aperitivo.

ho sempre visto e vissuto i bar come posti famigliari per questo motivo, motivo per cui ho anche visto i miei famigliari come avventori.

esempio, mia nonna l’ho sempre pensata come una cliente silenziosa, già a posto con un bicchier d’acqua. liscio, semplice, da aggiungervi solo le sue pasticche colorate. ho sempre fatto confusione anche per questo motivo.
quando qualche anno dopo arrivarono i ragazzi delle case popolari qua vicino e parlavano di pasticche (metà anni ottanta), la cosa non mi suonava strana. anzi, un po’ mi spiaceva per loro, così giovani e già malati bisognosi di cure.

fatto sta che fra me e le persone ci ho sempre visto un bancone di differenza. a volte, ancora oggi, quando conosco ragazze nuove, mi viene da pensare che sto facendo loro delle interviste.

ma dicevo della casa. a volte è strano come la pratica sconfessi la teoria. ma ancora peggio, quando per una volta è la vita a confermare dotte parole.

cioè uno non ci crede al fatto che come sei da piccolo ti cambia poi tutta la vita. ma questa cosa mi fa pensare, dico… il rapporto coi soldi, o colla gente, un po’ io l’ho sempre vista così: che se avevo bisogno, prendevo dalla cassa, e colla gente uguale… dico, ne ho sempre vista passare un sacco e subito le fermavo e ci avevo un rapporto così, come se ci fosse motivo per averne uno.
fatto sta che fin da piccolo, mi garbava stare a guardare la gente e sentirla parlare e un po’ mi è rimasta questa cosa qua, la gente pensa che li giudico ma in realtà me ne sto ancora buono a fare il barista, a dir di sì.
sarà per questo che credo a poco, ne ho sentite tante di storie che a metterle in fila se fossero vuoti a rendere starei a posto.

ma si sa, il gioco politico insegna, e tutto questo era solo per tentare una giustificazione all’alcolismo crescente delle ultime settimane.
sarà per tutte queste circostanze, che quando mi sento lontano da casa e dagli affetti, ho un estremo bisogno di bere.

tutto da un dialogo di venerdi’ sera:

mondo: come va?

gabro: bene! ho riniziato a bere.

buona vita!

g

Articoli precedenti »