O F F [in your brain's world]


mi hanno sempre affascinato i film di fantascienza perché si immaginavano un futuro.
perchè proponevano una loro visione del mondo che ancora non esisteva, magari era apocalittica, magari era scura: nel caso andava ancora meglio.
uno dei cliché di questi film stava nel collocare l’inizio della fine per la specie umana nel momento in cui riponevamo tutta la nostra fiducia sulle macchine, sui robot, sugli androidi.
pochi giorni fa ci hanno detto che siamo la generazione Q. una generazione che passa la vita davanti al computer sbattendosene di qualsiasi ideale, che non protesta più in piazza ma aspetta eternamente qualcosa.
senza un cellulare siamo persi come se non avessimo nessun altro modo per relazionarci / difenderci dagli altri. il computer è diventato uno dei canali preferiti per il teletrasporto e per passare nel Q-continuum .
Q è il nome di un romanzo di luther blisset, nome multiplo sotto il quale agisce programmaticamente un nucleo di destabilizzatori del senso comune.Una lettura politica di Q sostiene che la vicenda è un’allegoria della situazione europea dopo lo spegnersi dei movimenti di protesta nati con il sessantotto e attivi negli anni settanta, in tutte le piazze del mondo.
adesso siamo nel 2007. siamo la razza umana, comandiamo ovunque, stiamo distruggendo il pianeta.
come harrison ford in quel film, stiamo mettendo un piede dove non vediamo il ponte.
questa è la descrizione del personaggio Q di Star Trek:

 

Specie onnipotente e immortale appartenente ad un dominio extradimensionale.
I Q di norma non vengono procreati, sono sempre esistiti.
Malgrado la loro natura, i Q richiedono costanti stimoli e novità per mantenere la propria vitalità.
Il primo contatto palese con la Federazione è avvenuto nel 2364 quando l’Enterprise, in rotta verso la stazione di Farpoint, è stata intercettata da un membro del Q Continuum. Lo stesso membro del Continuum ha permesso alla Federazione di conoscere in anticipo la minaccia dei Borg e di prepararsi ad una loro invasione.
La collaborazione con il nemico è un reato punibile con la pena capitale.
Le armi che vengono usate dai Q ledono fortemente il subspazio, arrivando a causare la trasformazione delle stelle in supernovæ, indeboliscono e possono ferire i Q.
Per una sconosciuta ragione, i Q provano un certo timore verso gli El-Auriani.
Secondo Q, suo figlio Junior è il primo bambino nato nel Q Continuum e di conseguenza lui è il primo genitore (Q2).
Per accedere al Q Continuum bisogna entrare a massima velocità d’impulso in una stella che sta trasformandosi in supernova. Queste particolari supernovæ sono causate da disordini spaziali all’interno del Continuum. Ogni volta che la stella implode si crea un falso vuoto d’intensità negativa che va a risucchiare la materia circostante all’interno del Continuum, quindi anche la nave. Bisogna farlo però al momento esatto. Dopo aver disattivato i motori a curvatura bisogna rimodulare gli scudi per emettere un impulso beta-tachionico ed emettere un raggio di antiprotoni sulla cupola di schermatura, aumentando così la potenza degli scudi di un fattore 10. Entrando nella corona della stella, si emette il raggio di antiprotoni e ci s’infila nella stella al momento esatto dell’esplosione, circa 7 secondi dopo l’entrata nella corona.

 

in inghilterra, a sole 17 sterline, vendono questi test per le uscite serali, kit pronti all’uso coi quali è possibile vedere se la pillola che andremo ad ingerire è ecstasy, MDMA oppure solo fuffa. un modo come un altro per teletrasportarsi, e per di più facendolo in sicurezza.
già me lo vedo lo spot per lo sballo sicuro. nico cereghini che invita tutti alla massima prudenza, ad allacciarsi il casco e ad accendere le luci. anche di giorno.

~ di gabrus su Sabato, Ottobre 20, 2007.

11 Risposte to “O F F [in your brain's world]”

  1. Gabrus…lo sai che mi esalti quando citi questi libri??? libro stupendo….non capito…non apprezzato solo in America…sarà un caso?

    Del resto che dire….basta vedere la maggior parte dei giovani (non che noi siamo vecchi….bada bene!!!) che passeggiano per le strade che vanno per locali… sembrano interessati solo al futile…hanno solo in testa cellulari, vestiti alla moda macchine di lusso….per il tutto il resto encefalogramma piatto!!! Magari il mio e’ solo uno sfogo stupido ed amaramente trito e ritrito…

  2. signor Gabrus, mi permetto di lincarla sul mio blog…
    tornerò a leggere con cura.
    g

  3. Io la chiamerei Clone Generation…(dai 18 anni in giù) basta fare un giro semplice dove si radunano gli adolescenti di oggi per sentirsi veramente sviliti! in quasi ogni gruppo vedi persone uguali…stesso taglio di capelli, stessi vestiti…per non parlare poi dell’uso smodato dei telefonini (per non trovarli si deve andare all’ASILO!!!). Cristo Santo…ma possibile che tutti quegli pseudo valori che i nostri genitori hanno cercato di infilarci in testa si siano volatilizzati in meno di una generazione?…

  4. Dai oh Alessà, era cosi anche ai nostri tempi, se non c’avevi il bomber e i dt. Martins eri sfigato.
    e neanche noi avevamo chissà che valori, giusto la t.o.p.a. e x-files.

    Fà parte dell’adole-scIenza, certe cose le capisci dopo, alcuni non le capiranno mai, ma va bene così.

    Ah, 68 a parte, neanche noi con le manifestazioni studentesche in piazza aranci ,perchè volevamo i banchi nuovi e i muri rosa a scuola, abbiamo combattuto chissà quale repressione sociale, al massimo abbiamo saltato qualche ora di lezione.

    Quindi non mi sento di incolpare più di tanto gli adolescenti di oggi, che mi ricordano da morire quelli nosti, e quelli prima, tutt’alpiù posso dar la colpa alla società occidentale (e si dai) per come si è evoluta nei secoli.

    Amen

  5. ciao, da me puoi trovare una piccola istantanea fantascientifica d’autore:)

  6. strano a volte.
    ero partito per scrivere un post sui kit per testare la droga e poi mi è venuto fuori un po’ di amarezza per tante cose che vedo intorno, ma di sicuro non pensavo che scaturisse una discussione su ‘la mia generazione’.
    il bello del blog, il bello di scrivere per associazione (scriver su una Q…), il bello della rete.
    soprattutto mi fa specie parlare di una cosa su cui negli anni passati mi ci sono sbattuto i nervi e le palle (anche con persone che leggono e postano qua) e che avevo catalogato come inutile e inconcludente sfogo adolescenziale.
    in realtà no, in realtà le cose che non vanno per il verso giusto hanno una simpatica caratteristica: si ripropongono sempre e ti accompagnano nei secoli fedeli.
    per certe cose la penso come kaza (non è un caso che con lui ho spartito molte di queste discussioni) e non mi va di fare quello che dice che c’è un peggioramento.
    certo, mi pare che l’adolescenza oggi non è la nostra, ma credo anche che ci possiamo fare ben poco.
    vedo una linea diretta che unisce chi ha votato dc per 40 anni a chi oggi guarda i tiggì e esprime un commento così, per far presenza.
    credo che noi in italia siamo un popolo dimmerda perché non abbiamo memoria, perché vogliamo un quieto vivere quando in realtà stiamo in un casino epocale. perché cerchiamo il bello, anche se puzza di marcio.
    siamo degli ipocriti perché anche quando ci impegniamo abbiamo la necessità di avere dei nemici, troviamo certezze solo affossando qualcuno.
    critichiamo qualcuno se non è dei nostri, abbiamo ancora delle ideologie che ci limitano, che ci tarpano, che non ci fanno liberi.
    ci manca autodisciplina, delle regole non imposte, preferiamo che qualcuno ci dica cosa pensare, faticare di meno, ci sforziamo all’inizio per capire con chi è meglio stare e poi tanti saluti fino al prossimo giro.
    fa paura il diverso ma fa più paura il più pericoloso.
    ed alla fine comanda lui. quello che ti può far male, quello che ha potere.
    vedi che siam coglioni: il potere glielo diamo noi.

  7. Cristo, ora ci sono i cellulari, il lettore mp1000, i giochi on line, prima c’erano il bomber, i dottor martins e il mega drive. PErò ciò non toglie che il mondo di oggi è diverso di quello anni ‘90. Non so il resto del mondo ma quando ero fanto una rissa come quella di domenica 14/10 mai l’avevo vista. Poi le donne non erano troie come quelle attuali.

    Poi vedo gruppi di pseudo punk che fra qualche anno vestiranno armani, ragazzini in camicia che sfoggiano una cultura politica di retorica, fascisti, comunisti, menefreghisti.

    Mi sento messo male.

  8. un benvenuto a charles…hank….Bukowski…MIGUEL.
    sentivo il bisogno di una voce forte, di un uomo rude.
    stai sereno comunque, la troverai…la troverai anche tu…

  9. Si, mi può star bene il discorso che nei primi anni ‘90 anche la nostra generazione avesse i suoi status simbol (che dividevano la massa in top & flop). Solo che una discussione che prende come oggetto quello di cui stiamo parlando non può esimere da una valutazione (forse di parte…). Le nostre manifestazioni, fin troppo politicizzate anche quando non ce n’era il minimo motivo, avevano un senso (come l’avevano alla fine degli anni ‘60…con i dovuti distinguo). Ci ricordiamo quante riforme dei cicli scolastici sono state apportate tra il 1993-94 in poi?…[passatemi almeno questa]; poi sono io il primo a dire che fino a quando (ripetendo la II superiore) non ho preso coscienza di quello che andavo a fare in Piazza…le manifestazioni le usavo anche io come occasioni buone per andare a pomiciare con una o per andare a fare una partita in sala giochi…
    Voglio poi spezzare una lancia a favore dei nostri status simbol…che avevano almeno un “origine povera”, mentre come diceva bene Kaz il consumismo della nostra “civiltà”…o “cultura” ha fatto si che per essere accettato deve cercare sempre più l’appariscente. I miei Dr. Martens erano tarocchi…allo stesso modo del Bomber (comprato a saldo da un ambulante)…adesso…i ragazzi si fanno il lisciaggio dei capelli, vanno dall’estetista a farsi le sopracciglia devo continuare ?!?!

  10. come fa un ragazzino a sapere dove sta la bellezza se da quando ha memoria sociale è sempre stato circondato dalla merda?
    la risposta è che non lo sa per apprendimento (all’inizio) ma per indole. infatti la memoria di ogni essere umano funziona subito dopo essere stato sfrattato dal ventre di sua madre. poi questa indole lo porta a farsi delle domande e qui nascono i casini: porsi delle domande su se stessi e sul mondo ed entrare nella schiera dei diversi, noiosi, perdenti, mammolette, secchioni, sfigati… dategli il nome che volete. o tirare dritti come treni cullati dalla cattiveria travestita d’amicizia (vedi amici del marito di costanzo) di mamma massa?
    altro bivio a questo punto: se vicino hai un maestro, degli amici, i genitori, lo zio… anche il prete! (per me è stato così sebbene non sia più cattolico da molto) che ti aiutano nella scelta drastica dell’ “essere presenti a se stessi e al mondo” il trauma è contenibile… ma se sei da solo… son cazzi.
    io lavoro nelle scuole, i ragazzi di oggi sono svegli, veloci nel pensiero e formidabili nel dialogo. ma sono sotterati da tonnellate di nulla che gli viene propinato da ogni lato e in continuazione. ogni stimolo viene soffocato, ai bambini vivaci viengono dati psicofarmaci (con il consenso dei genitori amorevoli)… potrei continuare per ore.
    bisogna lottare
    vi lascio un link di un mio vecchio post che rende un po l’idea:
    http://eliasmengwee.wordpress.com/2007/03/01/se-non-temi-questa-forza-combatti/
    ciao!

  11. grazie elias per le parole e benvenuto!
    mi prometto di tornare sull’argomento prossimamente.
    ah, per i toscani domanisera martedi 23 ottobre WU MING presenta il suo ultimo libro al Centro Sociale rebeldia, Pisa.
    saluti!

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