io, la feltrinelli, fernanda pivano e la mancanza di memoria [brucia, sigaretta brucia]
Giovedì, Novembre 22, 2007 di gabrus
bret eston ellis scrisse american psicho nel 1991. il romanzo parla di un broker di wall street che passa le notti a noleggiare film porno e violentare selvaggiamente le persone, mentre di giorno la sua passione maniacale per i ristoranti alla moda e gli abiti di lusso lo conduce in uno stato di semi-amnesia permanente, in cui non riconosce nessuno dei suoi amici e vive in uno stato catatonico dimenticandosi delle azioni che compie. non guardate mai il film, leggete il libro prima se avete intenzione di vederlo. fine della pubblicità pro gresso pro stampa.
io devo esser malato per appassionarmi ai verbali delle confessioni che riempiono le pagine di cronaca dei giornali in questi giorni. ma dato che pare la situazione si sia risolta (la loro situazione, non certo la mia malattia), tutto è sotto un altra luce:
Non riesco a ricordare quanto tempo loro siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che a un certo punto ho sentito delle grida e io spaventata mi sono tappata le orecchie. Poi non ricordo più nulla, ho una grande confusione in testa. Non ricordo se lei gridava e se sentivo anche dei tonfi perché ero sconvolta, ma immaginavo cosa potesse essere successo».
a perugia pare abbiam trovato il quarto uomo. il quarto uomo di perugia, che non è un arbitro. io a perugia ho perso uno scudetto, anni fa, e pioveva. il ragazzo di perugia non ricorda tante cose e mi ricorda la mia innata mancanza di memoria per i fatti importanti della mia vita, questa cosa mi dà fastidio. adesso, uso scrivere le cose per non dimenticarle, magari sul pc. ogni volta che esco con una ragazza di psicologia, mi trova una nuova malattia nella mia testa (messaggio per un barese: non sono autistico, sono afasico, è vero.).
di perugia ricordo poche cose, una di queste era che pessotto - mentre stavamo perdendo la partita e quindi lo scudetto - diede giustamente la palla all’altra squadra per un fallo laterale che spettava a loro. un po’ mi incazzai, mi ricordo ora.
anni dopo, pessotto ha tentato di togliersi la vita gettandosi dal tetto del palazzo in cui ha sede la juventus. non ricordo se avesse un piccolo crocefisso in mano. di perugia ricordo che guardai la partita a casa di un mio amico, e che alla fine, il mio amico aveva i lacrimoni. non so perché ma questa cosa la ricordo nei minimi dettagli, anche la luce che entrava dalla porta e mi fece notare i suoi occhi lucidi.
Non sono sicura se lei fosse presente anche quella sera, ma ricordo bene di essermi svegliata a casa del mio ragazzo, nel suo letto, e che sono tornata al mattino nella mia abitazione dove ho trovato la porta aperta»
perugia è la ibiza degli studenti. io ho letto bret eston ellis perché fernanda pivano ne diceva un gran bene, o meglio ne scriveva in un altro libro. mi ricordo che ho sempre letto gli autori che consigliava la pivano, risalendo un fiume alla ricerca della fonte anche se per primo mi sa che ho letto la fonte veramente: ti jean. e da allora mi sono innamorato della pivano.
l’altro giorno sono stato alla feltrinelli a pisa e vendevano l’edizione di ’sulla strada’ per i 50 anni dall’uscita del libro e ho dato una scorsa alla sua introduzione e non mi piaceva.
Siamo andati in centro verso le 18 ma non ricordo che cosa abbiamo fatto. Siamo rimasti in centro fino alle 20.30 o 21. Io alle 21 sono andato da solo a casa mia, mentre lei ha detto che sarebbe andata al pub Le Chic perché voleva incontrare dei suoi amici. A questo punto ci siamo salutati. Sono andato a casa, mi sono fatto una canna, ho cenato, ma non ricordo che cosa ho mangiato. Verso le 23 mi ha chiamato sull’utenza fissa di casa mio padre. Ricordo che lei non era ancora tornata. Ho navigato al computer per altre due ore dopo la telefonata di mio padre e ho smesso solo quando lei è rientrata, presumibilmente verso l’1. Non ricordo bene come fosse vestita e se era vestita allo stesso modo di quando ci siamo salutati prima di cena. Non ricordo se quella sera abbiamo consumato un rapporto sessuale. La mattina successiva ci siamo svegliati verso le 10 e lei mi ha detto che voleva andare a casa a farsi una doccia e cambiarsi gli abiti. Infatti è uscita verso le 10.30 e io mi sono rimesso a dormire.
nel primo cassetto del comodino, tengo ancora una dedica della pivano. me la scrisse ad una conferenza su de andré anni e anni fa. ero in fila come tutti per farmi scrivere qualcosa da lei. quando fu il mio turno mi guardò, mi disse ah che bel ragazzino! mentre scriveva qualcosa su una striscia di carta volante. sorrisi, quando presi in mano e lessi: ‘pace e amore’ ci rimasi un po’ male, già mi aspettavo qualcosa di più personale dalla donna del mio cuore. alzai la testa dal foglio, guardai verso di lei, mentre stava firmando un altro foglio ad un giovane rasta alto, capelli lunghissimi, occhi chiarissimi e disse a lui: ah, se avessi la tua età… me ne andai nero.
una volta poi, feci un’altra figura di cacca alla feltrinelli quando chiesi se vendevano uno dei loro poster appesi alle pareti con hemingway e la pivano. la commessa sorniona rispose che non era la pivano quella. me ne andai nero.
alla feltrinelli vendono rolling stones. l’altro giorno ho scaricato da internet le 500 canzoni più belle della storia secondo la redazione di RS. fra queste canzoni non ce n’è una dei sonic youth.
ho dovuto scaricare una cosa del genere, pur sapendo che era una boiata incredibile: il mio autismo applicato alla musica ne sarebbe rimasto soddisfatto per un paio di settimane di discussioni e la top five di nick hornby avrebbe fatto una pippa alla mia ‘alta fedeltà’. secondo me la redazione di rs è formata da dei grandi vecchi.
io, comunque, ho sempre preferito il mucchio e quando potevo, compravo sempre e solo quello, mi faceva meno commerciale.
poi ho iniziato a odiare pure quello, quando gli amici di una mia ex molto rock & roll, facevano i galli ripetendomi pari pari le recensioni del mucchio, ignari che le leggessi pure io.
allora ho scaricato il mucchio selvaggio di elena grimaldi, con il suo primo anal.
è molto brutto ripetere le cose, non ricordarsele. io preferisco scriverle per ricordarmele, ché mi dà noia quando la gente mi ripete le cose, sembra che non si ricorda di me come persona.
questo post l’ho scritto di notte, non riuscivo a prendere sonno come al solito, e mi giravo nel letto come se mi mancasse qualcosa per dare un senso alla giornata finita o come se mancasse qualcosa nel letto, non so.
mi ha fatto piacere sapere che potevo scrivere qualcosa a qualcuno che era collegato con me anche se tramite fili. internet agevola i legami deboli fra persone, forma una rete di contatti, di avatar lontani e irreali. favorisce le associazioni facili e poco impegnative, poco profonde. come le associazioni di idee, di parole.
voglio smettere di fumare, ma sopratutto credo che non mi innamorerò mai più.
[non frequentate mai il reparto musica della feltrinelli, si incontran sempre dei disadattati che è capace si scontran pure contro di voi presi come sono dall'ultima biografia del loro ultimo eroe, e se ne vanno balbettando delle scuse inudibili e ripetendo nenie su primo posto, from los angeles, california...]
io il mucchio continuo a prenderlo… anche se nelle recensioni ultimamente la parola “capolavoro” si vede troppo spesso. poi… chi li ha i soldi per sentire tutto e chi ha voglia di scaricarsi l’impossibile?
comunque se può consolarti io non mi ricordo cosa ho fatto ieri sera… e sta sera non mi ricorderò cosa ho fatto questa mattina… sono un memento ambulante. la mia ragazza al contrario ricorda qualunque cosa… sarà un caso?
una cosa strana è che il mio mestiere d’attore mi costringe a imparare pagine e pagine a memoria… sarà un altro caso?
per concludere le “associazioni di idee” sono il cuore della narrazione. sono quelle che ti fanno ascoltare un pippotto di ore senza sbadigliare, mai.
ciao g
allora, propongo come soluzione di formare il club degli smemorati…
…ovviamente se ci ricordiamo di farlo
salut!
g
Volevo complimentarmi ma non ricordo quello che hai scritto.
ho paura
senza sapere niente della tua vita
da un paio di settimane sto leggendo…
ho paura
American psyco
sono a pagina 254 “Festa di Natale” e lui ha appena sgozzato un vietnamita convinto che fosse un giapponese…
“questo equivoco irritante - l’aver ucciso il tipo sbagliato di asiatico - mi spinge a controllare sull’ordinazione dov’era diretto il cibo - a una tale Sally Rubinstein - e a scrivere con la mia Mont Blanc “sto arrivando anche da te…puttanasul retro del foglietto, per poi sistemarlo sulla faccia del ragazzo morto, stringendomi nelle spalle e mormorando: - Ehm, scusa -.”
p.s. lo sapevo che eri afasico, eri tu che credevi che scherzavo.
alle donne, dopo un po’ di tempo che vivono insieme, gli capita di peggio, vai tranquillo… se si tratta solo di questa coincidenza, siam a posto.
nn è che nn ti credevo, è che me lo scordavo.
capita..
Ma sei qualcosa…sarà anche brutto che la gente non si ricorda di averti detto delle cose,ma te lo stesso ti convinci di avermi parlato del perchè scrivi su internet che non è mica vero. Non so bene dirti come ma a leggere ste cose mi sono sembrate più quelle di un regista che di un attore.Saluti
Interessante ’sta cosa ma sai, i ragazzi avevano fumato gli spinelli…..Mah!